venerdì, giugno 12, 2009

Intercettazioni

Due considerazioni.

Come è noto la Camera ha detto sì al ddl sulle intercettazioni. I sì sono stati 318, 224 i no, un solo astenuto.  Il ministro Alfano si è dichiarato soddisfatto: "Abbiamo preso 20 in più dei nostri. Il voto segreto ci ha premiato, visto che nel computo dei voti a favore ci sono 20 voti in più rispetto a quelli della maggioranza. Significa che circa il 20% dell’opposizione condivide le nostre tesi." Ora non è che vogliamo fare i meticolosi, ma l'informazione è una cosa seria e il ministro Alfano rischia di confondere le idee. I membri dell'opposizione (deputati PD, IDV e UDC) sono 281, 284 se vi sommiamo gli iscritti al gruppo delle minoranze linguistiche, mentre i deputati della maggioranza (PDL, Lega, MPA) sono 341, 346 se vi si sommano i deputati del Gruppo misto. Qui il disegno della Camera. Dunque chi ha votato con la maggioranza rappresenta il 7% dell'opposizione e non il 20%, come sostiene Alfano!

Punto secondo: la votazione finale si è tenuta a scrutinio segreto dietro richiesta del gruppo del PD. Questa è una pagina un po' triste  della storia del Partito Democratico. Cosa c'è di più democratico, infatti, che dichiarare apertamente il proprio voto rispetto a una questione così importante per la democrazia nel nostro Paese? Perchè hanno richiesto il voto segreto? Per tutelare qualche intercettato potente? Perché allora non isolare dal partito e quindi dal Parlamento e dalle cariche di rilievo quelle persone del PD che temono le intercettazioni? Questo sì che sarebbe un gesto democratico.

Il decreto appena approvato è incostituzionale, limita fortemente le indagini, vanifica il lavoro di polizia e magistrati, riduce la libertà di stampa e la possibilità di informare i cittadini. Per questo va fermato. Noi non possiamo fare molto, ma possiamo almeno firmare un appello, promosso dal giornale Repubblica.

portato in salvo da animasalva | alle 12/06/2009 16:47 | link diretto | commenti
sabato, giugno 06, 2009
Quale sinistra?

Il punto è molto semplice: voglio dare un segnale al mio Partito Democratico che io sono di sinistra o no? O gli voglio dire: "vai, continua così?". Voglio affermare delle idee, dei valori, o cercare consenso tra persone che portano idee che non condivido?
Il resto è chiacchiericcio. Persino le considerazioni di Scalfari (se seguissimo il suo ragionamento dovremmo votare sempre per il male minore, appiattendo sempre di più la proposta politica verso posizioni deboli. Come se non bastasse la debolezza di questa politica!). Se Rifondazione prendesse il 3,9% e Sinistra e Libertà il 3,0% non sarebbe una sconftta per la sinistra, ma una sconfitta per il PD, che non ha saputo integrare e dare voce a quel 6,9% di elettori.
Per questo, amici del PD, voi votate pure come Scalfari. Io voterò come Rita Levi Montalcini!Voterò Sinistra e Libertà!
portato in salvo da animasalva | alle 06/06/2009 15:49 | link diretto | commenti (2)
giovedì, giugno 04, 2009

 Il mio voto per Sinistra e Libertà

"... ora è necessario ricostruire un pensiero forte per contestare la realtà della catastrofe, capace di far vivere il principio della ‘speranza’ come una bussola credibile per orientarsi nel mondo. Solo un pensiero forte depotenzia il paradigma della forza e permette di immaginare che nella debolezza sia custodito il segreto di un’altra sbalorditiva forza.
Ecco vorrei un partito capace di essere strumento di libertà e giustizia per persone che non hanno voce, un partito fabbrica della speranza." (Nichi Vendola)
 

portato in salvo da animasalva | alle 04/06/2009 00:21 | link diretto | commenti (2)
mercoledì, giugno 03, 2009
Un sogno utile

Io sono democratico. L'ho detto qui, ed è sempre valido quel discorso. Per questo sono più che convinto del mio voto alle prossime elezioni. Voterò la sinistra vera, quella che mi rappresenta in pieno e che si fa portatrice dei miei valori e delle mie speranze. Non ho alcun dubbio, non mi turerò il naso, non voterò il male minore. Io voterò "Sinistra e Libertà" in tutte le sedi in cui si presenterà, e confermo il mio sostegno totale al suo massimo esponente, Nichi Vendola.

 
portato in salvo da animasalva | alle 03/06/2009 00:42 | link diretto | commenti
lunedì, giugno 01, 2009

Popolare al 73%

Il clamore intorno alle vicende che coinvolgono il premier Berlusconi si sta avviando a raggiungere il massimo effetto mediatico. La sua moralità, messa in dubbio dai giudici (Berlusconi ha corrotto l'avvocato Mills con 600.000 euro), dalla moglie Veronica Lario ("frequenta minorenni", "è malato"), dall'ex-fidanzato di Noemi ("Berlusconi ha conosciuto Noemi solo nel 2008", "Repubblica non mi ha mai pagato"), dal fotografo Antonello Zappadu ("c'erano diverse ospiti in topless, alcune minorenni", "ogni quindici giorni aerei militari italiani portavano in Sardegna gli ospiti privati del Cavaliere"), le sue menzogne, le sue verità smentite a giorni alterni, evidentemente hanno un peso nelle prossime elezioni. La potenza mediatica di Berlusconi non è un mistero, e i suoi collaboratori stanno facendo a gara nel diffamare tutti i colpevoli di "lesa maestà" e non si riparmiano colpi bassi (persino la Daniela Santanchè, con la più totale mancanza di stile,  ha tentato di mirare, senza successo, alla reputazione di Veronica Lario). Questo vuol dire essenzialmente due cose:

1) Queste elezioni sono più importanti di quello che si crede (tanto che il Times e Liberation parlano di "valenza internazionale" delle malefatte di Berlusconi)

2) Queste vicende stanno rodendo il consenso attorno a Berlusconi, che infatti non fa che dire che la sua popolarità è intorno al 73%. Certo, provi a chiedere quanto è popolare Mussolini o Totò Riina, o persino Pacciani, il presunto mostro di Firenze. Potrebbe finalmente capire che popolare non vuol dire nè amato, nè voluto.

portato in salvo da animasalva | alle 01/06/2009 15:10 | link diretto | commenti (3)
lunedì, maggio 25, 2009
La volta buona?

"Ieri a San Siro glielo hanno rimproverato i tifosi del suo Milan. Lo so, è terribilmente desolante ma il termometro del consenso politico è questo: lo stadio. San Siro, scrive Rinaldo Gianola, è il luogo dove la curva «dava del tu a Papi ben prima di Noemi». «Quante Champions League avete vinto?» il suo argomento contro l'opposizione. Gli striscioni che gli rimproverano di spendere soldi per «comprare le veline» sono un insulto e un pericolo. Striscioni comunisti, ispirati da un giornalista suggeritore? Difficile ...". Una riflessione di Concita De Gregorio apre squarci di ottimismo. Il testo intero è qui

portato in salvo da animasalva | alle 25/05/2009 10:53 | link diretto | commenti (4)
domenica, maggio 17, 2009
Dolore senza nome

"E se io piango, piango per entrambe, amica mia. Il mio dolore non ha nome"

Due artiste, una israeliana e una palestinese, cantano "Dev'esserci un'altra strada" in tre lingue (arabo, ebraico e anche in inglese, perché è quello il linguaggio della diplomazia internazionale). Il pezzo è molto orecchiabile, il testo essenziale e immediato, la causa nobile. Molti diranno che è ingenuo credere che una canzone possa contribuire a risolvere il conflitto tra Israele e Palestina, ma io credo che la musica sia un veicolo di pace, e trovo commovente questa performance. Il video è sottotitolato:

portato in salvo da animasalva | alle 17/05/2009 14:55 | link diretto | commenti (4)
mercoledì, aprile 22, 2009

Lo stretto necessario

Il dramma abbruzzese di questo periodo ha messo in luce la condizione delle abitazioni in Italia. A Messina, ad esempio, solo il 25% delle case è costruito con regole antisismiche, nonostante l'alta sismicità dell'area.

Il quotidiano Liberazione lancia un'iniziativa (sottoscritta, tra gli altri, anche da Alberto Asor Rosa, Rita Borsellino, Alberto Burgio, don Luigi Ciotti, Luigi Manconi, Lidia Menapace): dirottare i soldi destinati alla costruzione dell'inutile e rischioso "ponte sullo stretto", verso un grande progetto di bonifica e di messa in sicurezza di tutte le abitazioni che si trovano in uno stato di palese inadeguatezza, cominciando dagli edifici pubblici, nelle aree al di qua e al di là dello Stretto. Puoi cliccare sull'immagine (o qui) per conoscere dettagli sull'iniziativa e per aderire all'appello.

portato in salvo da animasalva | alle 22/04/2009 11:36 | link diretto | commenti (2)
giovedì, aprile 16, 2009

Avidi (non dategli l'8 per mille)

Un amico mi segnala quest'articolo del Cathechismo della Chiesa cattolica:

2278 L'interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'« accanimento terapeutico ». Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente. (
Qui il testo integrale)

Senza voler entrare nel merito, mi soffermerei sulla forma, che in questi documenti, si sa, è anche sostanza. La cosa che balza all’occhio è la priorità data all'aggettivo "onerose", rispetto a "pericolose". Ma è possibile che questi pensino solo e sempre ai soldi?

Anche per questo rinnovo l'invito a devolvere l'8 per mille alla Chiesa Valdese. Qui, sinteticamente, l'anno scorso ho esposto i motivi di questa scelta.

portato in salvo da animasalva | alle 16/04/2009 17:00 | link diretto | commenti
venerdì, aprile 03, 2009
Eroismo

Eh sì, perché negare la mano a Berlusconi oggi è sicuramente un atto eroico.


portato in salvo da animasalva | alle 03/04/2009 17:17 | link diretto | commenti (3)
lunedì, marzo 30, 2009

Cover boy

Questo fine settimana ho visto un film bellissimo, Cover boy, di Carmine Amoroso. Un film scarsamente distribuito nonostante al box office italiano si fosse preannunicato come best seller (è stato il film più visto del 2008 considerando l'incasso medio a copia: era uscito con solo 7 copie) e nonostante fosse nella cinquina dei film italiani in lizza per la candidatura agli Oscar come miglior film straniero. E' la storia di un'amicizia intensa tra un trentenne italiano (interpretato da un bravissimo Luca Lionello) e un ragazzo romeno (Eduard Gabia), che si ritrovano a vivere sotto lo stesso tetto e condividere i disagi di una società sempre meno equilibrata e solidale: due solitudini disperate e in cerca d'amore, che si incrociano con altre due solitudini sofferte, ma più ciniche e spietate (Luciana Litizzetto e Chiara Caselli).
La scrittura del film evidenzia le conseguenze della crisi della società occidentale (nonostante il film sia stato scritto nel 2004 e sia uscito "non ufficialmente" già verso la fine del 2006), senza retorica e senza morbosità. Ottima regia, ottimi attori, fotografia impeccabile, ma soprattutto una buona sceneggiatura. Un film di respiro internazionale, che secondo me avrebbe avuto più chance di "Gomorra" nella corsa agli Oscar.
Falcidiato da una legge sui tagli alla cultura, con effetti stranamenti retroattivi, dell'originario finanziamento da un milione di euro ha ottenuto solo 300 mila euro. Così è stato girato in modlità "low-cost" e non ha avuto promozione, scomparendo dalle sale nel giro di pochi giorni. Io ho avuto la fortuna di vederlo nel corso di un Festival cinematografico; in sala era presente anche il grande Silvano Agosti, che ha apprezzato il film al punto che ha deciso tenerlo in programmazione nel suo cinema romano per tre mesi. Per chi non abita a Roma, c'è sempre il DVD.
portato in salvo da animasalva | alle 30/03/2009 10:42 | link diretto | commenti (4)
martedì, marzo 24, 2009

Debora (senza h)

Si chiama Debora Serracchiani, è il segretario del PD di Udine, e il 21 marzo scorso ha infiammato la platea dell'Assembea Nazionale dei Circoli del PD. E ci fa anche rivalutare un compiaciuto Franceschini. Insomma, c'è ancora da sperare:

 

portato in salvo da animasalva | alle 24/03/2009 13:15 | link diretto | commenti (4)
lunedì, marzo 16, 2009

La responsabilità dell'artista

L'altra sera ho assistito a "Vilipendio", il nuovo spettacolo di satira di Sabina Guzzanti, dal taglio decisamente politico: "la quasi totalità della stampa - cita la sua biografia ufficialeè assoggettata al potere politico-economico e non resta che ai comici, a volte, restituire correttamente pezzi di realtà costantemente nascosti ai cittadini". Seguendo questa missione Sabina Guzzanti è capace di riempire teatri come il Saschall di Firenze (1800 posti a sedere), chiedendo allo spettatore di pagare un biglietto dal costo medio di 35 euro (min. 28, max 40). Un evento da decine di migliaia di euro a sera, quindi, che si replica, oramai da novembre in tutta Italia, con una media di 10 spettacoli al mese. Centinaia di migliaia di euro.
Ogni lavoratore ha diritto al suo compenso, e la bravura di Sabina Guzzanti non si sottrae a questa regola del mercato. Però qualche dubbio, fuori dal teatro, mi viene: parlare male della classe politica, prendere le parti delle fasce sociali più deboli, scagliarsi contro le logiche del business che corrompono i poteri, porsi come fonte di informazione seria e disinteressata... be' tutto questo risulterebbe molto più credibile se fosse messo a disposizione di una platea più vasta e se prescindesse dal fattore commerciale.
Non dico che Sabina Guzzanti debba esibirsi tutte le sere gratis, ma forse qualche volta potrebbe farlo per i precari che non possono permettersi di pagare un biglietto dal prezzo così alto. Una sera, una soltanto al mese. Magari risparmiando su alcuni costi: un circolo arci invece del teatro prestigioso, una città piccola invece che un capoluogo, poca promozione, un solo manifesto che dica: "Per stasera niente Grande Fratello: vieni a teatro, divertiamoci insieme. Offro io!". Uno spettacolo in cui potresti ritrovarti accanto anche la cassiera del supermercato che ha votato per Fini, o l'operaio che ha votato Lega, invece dei soliti compagni con contratto a tempo indeterminato nella multinazionale o nella ONLUS. 
Perché se è vero che la classe politica ha una responsabilità enorme nel declino culturale della nostra società, gli artisti dello spettacolo non possono tirarsene fuori.
Ovviamente non mi riferisco solo a Sabina Guzzanti: Marco Travaglio, Beppe Grillo, Daniele Luttazzi, per citare alcuni tra i grandi professionisti della satira, a volte mi danno l'impressione di cavalcare in qualche modo il business dell'antibelrusconismo. Un'ulteriore contraddizione di questa logica è che questi artisti (che portano spettacoli in giro per l'Italia, pubblicano in continuazione libri, DVD), vendono la loro arte e le loro idee a un popolo magari poco informato e poco divertito, ma già consapevole e orientato politicamente. Ed è un peccato, uno spreco di risorse. Il ruolo dell'artista nella formazione della cultura popolare è sempre stato rilevante. Penso all'intervento di Roberto Benigni all'ultimo festival di Sanremo: la lettera di Oscar Wilde all'amato, recitata a 15 milioni di telespettatori appartenenti a ogni ceto sociale, è efficace, nella formazione della società, almeno quanto un decreto del ministro delle Pari Opportunità.
Allora cosa aspettano gli artisti della "sinistra italiana", ormai ricchi dei profitti delle loro opere? Dove sono i cantautori impegnati, i satirici irriverenti, gli attori controcorrente, i registi arrabbiati con le classi dirigenti? Sarebbero disposti a fare uno spettacolo gratis per i possessori della social card, per i cassintegrati, i precari, i disoccupati, le casalinghe rincoglionite da Pomeriggio5?

portato in salvo da animasalva | alle 16/03/2009 00:25 | link diretto | commenti (6)
domenica, marzo 15, 2009
Reload

Rifiuto mentalmente la realtà in cui vivo. Non ce la faccio a sentire, giorno dopo giorno, i continui insulti che questa classe politica è capace di rivolgere ai suoi cittadini. Cerco di non leggere le notizie di politica, non ascolto più la radio e mi estraneo dalle discussioni sulla crisi economica, sulle sue cause, sui rimedi possibili.
Rifiuto l'idea che presto non avremo neanche il diritto di scioperare, di dichiarare il dissenso, forse di esprimere un'opinone. Rifiuto l'idea che il mio Paese possa essere governato da un uomo che la magistratura ha dichiarato essere "corrotto", che in televisione il programma più visto sia il Grande Fratello, che quotidianamente donne, gay e barboni vengato torturati e violentati per strada, mentre il ministro delle Pari Opportunità incontra gli industriali...
Mi rifiuto di crederci. Ascolto tanta musica -c'è n'è di bella, anche pescando tra le nuove produzioni (vedi il nuovo disco di Pacifico) - trovo conforto nel cinema e nella poesia. Ho cercato, trovandolo, un nuovo stile di vita, che mi riconcilia con l'essere umano e con la natura. Ho delle buone idee, chissà.
Di tutto questo devo scrivere. Magari non ora, perché è troppo tardi. Ma nei giorni a venire ci proverò.
portato in salvo da animasalva | alle 15/03/2009 00:47 | link diretto | commenti (2)
lunedì, febbraio 16, 2009

Piccoli particolari

Matteo Renzi, il giovane vecchio della politica fiorentina, ha vinto le primarie del PD per la candidatura a sindaco di Firenze. Vicino a Comunione e Liberazione, per vincere la competizione interna al suo partito ha chiesto voti anche alla destra.  E nella foto dei festeggiamenti compare un piccolo particolare. E non è il ritratto di Gramsci.

portato in salvo da animasalva | alle 16/02/2009 11:55 | link diretto | commenti (3)
mercoledì, febbraio 11, 2009

La sai l'ultima?


La sai l'ultima? "Eluana è morta di sentenza". Hahahahahaha, hahhahahaha. Che forte 'sto ministro Alfano. Ma come gli vengono in mente? E' sprecato come ministro: dovrebbe fare l'autore per Zelig o il copywriter.

Ha un uso così intelligente della parola. "Eluana è morta di sentenza" è una genialata, che da una parte dimostra tutta la necessaria cautela nell’accostarsi alla vicenda, dall’altra il profondo rispetto per i familiari della ragazza, per il popolo italiano, per la magistratura. Tutto condensato in 3 parole. Un genio. Davvero! Dovrebbe fare il copywriter. Magari così ci risparmierebbe anche qualche legge ignobile, volgare, violenta, ingiusta, vergognosa, come quella che porta il suo nome, una legge che salva il premier da ogni processo giudiziario. Una legge, quella sì, fatta per salvare una vita (perché invece - diciamocelo - di Eluana a nessuno di quei parlamentari gliene fotteva un cazzo).

Per un attimo ho immaginato Alfano, Gasparri, Berlusconi e Rutelli immobili in stato vegetativo. Giusta la considerazione di Sofri: qui. Condivido le riflessioni di Klochov: qui.

portato in salvo da animasalva | alle 11/02/2009 09:02 | link diretto | commenti (2)
domenica, gennaio 11, 2009
Dieci anni

"...Ma adesso che viene la sera ed il buio, mi toglie il dolore dagli occhi.
E scivola il sole al di la' delle dune a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore, madre io provo dolore;
nella pietà che non cede al rancore, madre ho imparato l'amore"

Gli eventi che ricordano Fabrizio De André sono rumorosi e a volte ho l'impressione che violentino la sua memoria, piuttosto che omaggiarla. Meglio sarebbe chiudersi in casa e continuare ad ascoltarlo. Ancora le sue parole, ancora con la sua voce. Ma non nego che in alcuni casi, questi eventi sono un segno tangibile dell'enorme affetto che Fabrizio De Andrè suscita in tutti noi.
Io andrò alla Feltrinelli della galleria Colonna a Roma dove, per colpa un po' anche mia,  sono esposti 15 disegni di Mauro Biani ispirati alle canzoni di Fabrizio De Andrè. Qui la notizia.
portato in salvo da animasalva | alle 11/01/2009 01:20 | link diretto | commenti (8)
giovedì, dicembre 25, 2008

Natale 2008

Ma anche a voi arrivano SMS da numeri sconosciuti e persone che non ricordate? E anche voi rispondete con analogo messaggio, del tipo "Carissimi auguri anche a te. A presto!"?

Va be, comunqe, buon Natale!

portato in salvo da animasalva | alle 25/12/2008 15:20 | link diretto | commenti (7)
giovedì, dicembre 11, 2008
Uno sciopero utile e necessario

Ci sono ancora persone intorno a me (intelligenti, preparate, informate) che non sanno se aderiranno allo sciopero generale di domani 12 dicembre.
Ci sono tante ragioni per aderire a questo sciopero, ragioni economiche e politiche. Mai tante buone ragioni come questa volta. Eviterò di enucleare tutte quelle indicate dalla CGIL. Vi dirò le "mie" ragioni.
La politica economica di questo governo è dannosa per il nostro Paese: penalizza servizi come la scuola e la sanità (ma non quelle private), disinveste in settori strategici come la ricerca e la cultura e non affronta il grosso problema del precariato. E' davvero una politica economica pessima.

Molti miei amici non possono permettersi di aderire a questo sciopero, perché guadagnano pochissimo o sono vessati dai loro datori di lavoro. Per loro è come se questo diritto non esistesse. Io invece posso permettermelo e sciopererò soprattutto per loro. Chiedo a voi tutti di fare altrettanto.
Quanto ci costa aderire a questo sciopero? 60-70-80 euro? Quanto ci costa il diritto di stare a casa malati, di ricevere le ferie pagate, di prendere permessi, ricevere buoni pasto, di non lavorare il sabato, di chiedere un part-time, una maternità, un congedo per motivi familiari? Quanto ci costa avere una polizza sanitaria, il diritto ad avere un ambiente di lavoro sicuro, confortevole? Quanto ci costa il diritto di ottenere un mutuo, un finanziamento per la macchina, la stabilità economica?
A molti di noi tutto questo non costa niente. Eppure qualcuno sta pagando per noi: i nostri amici "precari". Loro pagano per i nostri diritti di lavoratori, diritti che loro stessi non posseggono.
Quanto ci costa aderire a questo sciopero? 60-70-80 euro? È un prezzo fin troppo basso per una giornata di libertà e per sentirci un giorno solidali contro una politica economica iniqua e non solidale.
portato in salvo da animasalva | alle 11/12/2008 12:21 | link diretto | commenti (3)
venerdì, novembre 28, 2008

Etica nel lavoro - il caso Esselunga

Esselunga appartiene a Bernardo Caprotti, un imprenditore amico di Berlusconi e suo alleato nella battaglia contro le "Cooperativa rosse". Con il suo libro best-seller "Falce e carrello" ha inteso denunciare la sua difficoltà di accesso al mercato della grande distribuzione in alcune regioni, dove a suo dire vige un accordo tra Coop e politica. I fatti citati dal libro, tutti confutati da Coop Italia e dagli esponenti politici coinvolti, non sono stati rilevanti in termini giudiziali. Anzi, in qualche caso, secondo me, dimostrano la miope politica imprenditoriale di Esselunga. Su questa querelle, ancora aperta, sorvolerei: potete comprare il libro...è in vendita anche sugli scaffali delle Coop.

Volgio parlare invece dell'etica in azienda. Ho avuto una breve esperienza di lavoro nella Coop e sono un socio "consumatore" da tanti anni. Nel breve training che ho ricevuto ho potuto condividere alcuni valori fondanti della Coop, tra questi la massima attenzione ai lavoratori e ai consumatori.

All'Esselunga è già la seconda volta che a un dipendente viene impedita la pausa. Una cassiera con insufficienza renale è stata costretta a stare seduta alla cassa fino alla fine del suo turno; solo allora ha potuto cambiarsi (dato che se l'era fatta addosso). Il fatto si è ripetuto ieri in un altro supermercato del gruppo, protagonisti altri due dipendenti.

portato in salvo da animasalva | alle 28/11/2008 11:08 | link diretto | commenti (5)
mercoledì, novembre 12, 2008

Obama non applaude

Barak Obama era uno dei pochi senatori presenti nell'aula del congresso americano  il 1 marzo 2006, quando Berlusconi tenne un discorso di 30 minuti (discorso cominciato in inglese e terminato in italiano, tra applausi scroscianti). L'intervento fu trasmesso in diretta da Canale 5 e più volte ripreso dal TG4. Da lì a poco saremmo andati a votare. In quell'occasione Obama non solo non applaudì, ma si guardò intorno come a cercare di capire il senso di quegli applausi. Più tardi qualcuno svelò che ad applaudire non erano parlamentari: si trattava di una claque. Ecco il video pubblicato da Youdem

portato in salvo da animasalva | alle 12/11/2008 15:50 | link diretto | commenti (7)
mercoledì, novembre 05, 2008
O bella ciao

Ogni mattina, quando mi sveglio, dalla mia finestra posso intravedere la sinagoga, un palazzo rinascimentale e un po' più distante la cupola di Brunelleschi. In genere c'è il sole. Eppure stamattina avrei voluto vedere grattacieli o querce giganti o sentirmi, in qualche modo, anche io americano.
portato in salvo da animasalva | alle 05/11/2008 19:28 | link diretto | commenti (2)
venerdì, ottobre 24, 2008

Saviani e Saviani

Ho già avuto modo di esprimermi sul fenomeno mediatico di Roberto Saviano, autore del libro "Gomorra". Volevo evitare di parlarne, anche perchè, invece, è inevitabile esserne interessati dai vari Repubblica, Facebook, e dalla radio; addirittura sintonizzandoci su Fahrenheit, ogni giorno possiamo ascoltare la "lettura a staffetta" del libro Gomorra. Ma mi sono imbattuto in queste considerazioni di Riccardo Orioles, che hanno il merito di ampliare "l'occhio di bue" indirizzato su Saviano e di sottolineare come, per una volta, l'industria culturale da strumentalizzatrice diventa strumentalizzata. Sono considerazioni che sottoscrivo e condivido con voi:  

"Anche oggi Marco ha preso il motorino, è uscito di casa e se n'è andato in cerca di notizie. Ha lavorato tutto il giorno e poi le ha mandate in internet a quelli che conosce. Fa anche un giornaletto (Catania Possibile) di cui finalmente anche i lettori hanno potuto vedere un numero (il primo solo i poliziotti incaricati di sequestrarlo in edicola) con relative inchieste. Non ci guadagna una lira e fa questo tipo di cose da una decina d'anni. Ha perso, per farle, la collaborazione all'Ansa, la possibilità di uno stipendio qualunque e persino di una paga precaria come scaricatore: anche qui, difatti, l'hanno licenziato in quanto "giornalista pacifista". Marco non ha paura (nè della fame sicura nè dei killer eventuali) ed è contento di quel che fa.
Anche oggi Max è contento perché è riuscito a mandare in giro un altro numero della Periferica, il giornaletto che ha fondato con alcuni altri amici del quartiere. Il quartiere è Librino, il più disperato della Sicilia. Se ne parla in cronaca nera e nei pensosi dibattiti sulla miseria. Loro sono riusciti a mettere su una redazione, a organizzare non solo il giornale ma anche un buon doposcuola e dei gruppi locali. Non ci guadagnano niente e i mafiosi del quartiere hanno già fatto assalire una volta una sede. Max non ha paura, almeno non ufficialmente, ed è contento di quel che fa.
Anche oggi Pino ha finito di mandare in onda il telegiornale. Lo prendono a qualche chilometro di distanza (la zona dello Jato, attorno a Partinico) e contiene tutti i nomi dei mafiosi, e amici dei mafiosi, del suo paese. Non ci guadagna niente (a parte la macchina bruciata o un carico di bastonate) ma lui continua lo stesso, ed è contento di quel che fa.
Anche oggi Luca ha chiuso la porta della redazione, al vicolo Sanità. Il suo giornale, Napoli Monitor, esce da un po' più di due anni e dice le cose che i giornalisti grossi non hanno voglia di dire. E' da quando è ragazzo (ha iniziato presto) che fa un lavoro così. Non ci guadagna nulla, manco il caso di dirlo, e non è un momento facile da attraversare. Ma lui continua lo stesso, ed è contento di quel che fa.
 
Ho messo i primi che mi sono venuti in mente, così per far scena. Ma, e Antonella di Censurati.it? Sta passando guai seri, a Pescara, per quell'inchiesta sui padri-padroni. E Fabio, a Catania? Fa il cameriere, per vivere, ed è giornalista (serio) da circa quindici anni. E ti sei dimenticato di Antonio, a Bologna? Vent'anni sono passati, da quando gli puntarono la pistola in faccia per via di quell'inchiesta sui clan Vassallo e gli affitti delle scuole. Eppure non ha cambiato idea. E Graziella? E Carlo Ruta, a Ragusa? E Nadia? E... Vabbè, lasciamo andare. Mi sembra che un'idea ve la siate fatta. C'è tutta una serie, in Italia, di piccoli giornali e siti, coi loro - seri e professionali - redattori. Ogni tanto ne fanno fuori qualcuno, o lo minacciano platealmente; e allora se ne parla un po'. Tutti gli altri giorni fanno il loro lavoro così, serenamente e soli, senza che a nessuno importi affatto - fra giornalisti "alti" e politici - se sono vivi o no. Eppure, almeno nel settore dell'antimafia, il novanta per cento delle notizie reali viene da loro.

portato in salvo da animasalva | alle 24/10/2008 15:14 | link diretto | commenti (5)
martedì, ottobre 14, 2008

Mara ha scritto un libro

Ce lo dice un articolo del Corriere del Mezzogiorno che intitola: "Mara saggista per la casa editrice Alberti". Scopriamo così che il Ministro per le pari opportunità ha intrapreso la carriera di scrittrice. La cosa che sorprende, però, è che l'articolo la indica spesso solo col nome di battesimo: "Mara saggista" nell'occhiello, "Mara istituzionale" nella didascalia delle foto. Come mai questa "confidenza" da parte del Corriere? Forse un eccesso di prudenza da quando su Facebook è apparso questo?

portato in salvo da animasalva | alle 14/10/2008 12:45 | link diretto | commenti (6)
giovedì, ottobre 09, 2008

Opposizione, lobby, buon giornalismo

Il decreto Alitalia nasconde un emendamento che permetterebbe di "salvare" i manager dei recenti crack finanziari (come Cirio e Parmalat). La clausola, denunciata da un'inchiesta di "Report", prevede che i reati legati ai grandi dissesti finanziari non siano più perseguibili se non in presenza di un vero e proprio fallimento dell'azienda. Una norma che cancellerebbe i processi a persone come Tanzi, Cragnotti e Geronzi.

Oggi il ministro Tremonti ha dichiarato che l'emendamento sarà cancellato nel passaggio alla Camera.

Non è la prima volta che "Report" sollevi uno scandalo, ma è la prima volta che il risultato di una sua inchiesta venga ripresa da un giornale popolare come "Repubblica". Per questo mi vengono un po' di dubbi: il dietro front di Tremonti è senza dubbio un successo per il nostro Paese, ma a chi vogliamo darne il merito? A un'opposizione attenta, allo scontro di forti lobby (tra cui vincerebbe quella che supporta la CAI) o a una stampa libera?

In ogni caso il ministro Tremonti dovrebbe spiegare agli italiani come mai era stato inserito quell'emendamento.

portato in salvo da animasalva | alle 09/10/2008 12:16 | link diretto | commenti (7)
venerdì, ottobre 03, 2008

Ancora Formicoso

Pochi sanno dello scempio ambientale che sta per abbattersi su una delle zone più belle della Campania, l'altopiano del Formicoso. Il governo vuole costurvi una megadiscarica che inquinerà un'oasi WWF e andrà a competere col parco eolico più grande d'Europa. Cose da pazzi, o solo da politici davvero crudeli e incompetenti. Per una volta sindaci di AN, Forza Italia, PD e Rifondazione sono d'accordo: Nessuno tocchi il Formicoso.

Qui vi ho raccontato un po' cos'è successo quest'estate (se l'avete perso, nella prima parte c'è una sintesi della triste vicenda), mentre segnalo l'ottima cronaca sugli sviluppi di ieri fatta dal blog della Comunità provvisoria, raggiungibile qui, e quest'articolo di un giornale (ahimè locale).

 

portato in salvo da animasalva | alle 03/10/2008 10:40 | link diretto | commenti (1)
martedì, settembre 30, 2008
La forza della satira e la violenza nell'informazione

Il Ministro Brunetta decise di autocelebrarsi bandendo un concorso pubblico di satira che avesse come tema "il Ministro Brunetta". Facendo finalmente outing sulla sua magnanimità e apertura mentale invitò anche i disegnatori a essere perfidi: "Mi raccomando, siate cattivi: non ne possiamo più di raccogliere solo consensi!"

Che vuoi farci? Mauro Biani ci ha pensato, ma non si riesce ad essere cattivi con Brunetta. In fondo i suoi provvedimenti sembrano perfino giusti.

Però Mauro Biani, che è un grande disegnatore e un uomo sensibile, pensando e ripensando avrà visto quel fannullone del suo vicino di casa, buttato su una poltrona e cassintegrato; avrà pensato alle ore di TV che si sorbisce a causa della sua "pigrizia forzata" e avrà pensato alla potenza mediatica con cui questo governo è riuscito a far passare per "innovativi e efficientisti" alcuni concetti universali come "il senso di responsabilità", mentre ha trascurato di lavorare per l'affermazione di un diritto costituzionale quale è il diritto al lavoro. Allora un po' di amarezza gli è venuta. Mauro scrive per "Azione non violenta", è un educatore professionale, lavora coi disabili ed è redattore di Peacelink. Ma il personaggio della sua vignetta no, non è un non-violento. Il suo personaggio vive di stipendi rosicati e di arene televisive e ha davvero poche alternative per tirare a campare. È un disperato che fraintende l'appello di Ministro e vince la sua pigrizia: da fannullone diventa attivo, forse troppo, e punta una pistola, minaccia una violenza, un'omicidio. Come ha fatto quella donna che a Lecco ha ucciso il marito mentre guardavano "C'è posta per te" o quell'operaio della Thyssen che si è ammazzato perché non gli hanno rinnovato il contratto. O come ha fatto quello studente finlandese che ha sterminato in una scuola 10 suoi compagni (vicenda a cui si ispira il disegno incriminato).
portato in salvo da animasalva | alle 30/09/2008 08:02 | link diretto | commenti (7)
mercoledì, settembre 24, 2008

Ci mancava Facebook

Sta capitando a tanti, proprio in questi giorni: come l'australiana, la filippina o la cinese con l'autunno è arrivato il contagio da Facebook e molti di noi sono rimasti intrappolati. E' l'ultima(?) frontiera del social networking (o almeno quella che si sta affermando). Capita che ti iscrivi per gioco e dopo 15 minuti sei invaso da richieste di "amicizia", foto di visi conosciuti, messaggi in bacheca. Poi ti prende la curiosità: "quel Gianluca, chissà dove sta e che starà facendo adesso", e parti con la nuova attività: il "friend searching", da alternare con il "friend surfing" (che vuol dire pressappoco farsi i fatti degli altri).

Così scopro una mia foto nel profilo di un amico "reale"; quella foto che avevo scartato perché oggettivamente ridicola è diventata simbolo della sua socievolezza. Mi si aprono finestrine di un nuovo messenger integrato nel portale di Facebook: nuovi amici, nuove chattate. Finestre che sia aggiungono a quelle del messenger tradizionale che non puoi abbandonare (hotmail) e a quelle del messenger ufficiale (gmail). Ti metti lì e smisti risposte personali, su quadratini di riservatezza. Pensi che siano uguali a quei fogliettini che ti scambiavi in segreto coi compagni di classe e guai se la maestra li scopriva. Qui è tutto più sicuro, la maestra non li scoprirà mai. Ma già qualcuno dice che i datori di lavoro prima di assumerti guardano il tuo profilo Facebook ('nnamo bene), altri dicono che Brunetta lo userà per sgamare i fannulloni, altri pensano che Tavaroli sia il proprietario della piattaforma.

Fatto sta che se contribuisce ad avvicinare le persone Facebook potrebbe essere un bene. Mi do un altro paio di settimane di sperimentazione. Poi vedremo.

portato in salvo da animasalva | alle 24/09/2008 14:59 | link diretto | commenti (4)
giovedì, settembre 11, 2008

Proprio come la droga

«Come donna impegnata in politica e nelle istituzioni, la prostituzione mi fa rabbrividire. Mi fa orrore, non comprendo chi vende il proprio corpo. Ma mi rendo conto che è fenomeno che esiste e che purtroppo non può essere debellato, come la droga»

(On. Mara Carfagna, cfr. il Corriere della sera)

portato in salvo da animasalva | alle 11/09/2008 15:40 | link diretto | commenti (6)
giovedì, settembre 04, 2008

Lode alla meritocrazia

Mariastella Gelmini, Ministro dell'Istruzione, per diventare avvocato nel 2001 scelse la via facile: mentre a Brescia, la sua città, gli esami di Stato per l'ammissione all'albo venivano superati dal 36% dei candidati, in Calabria le commissioni erano più indulgenti e si arrivava a promuovere più del 90%. Fu così che decise di partire per Reggio Calabria, dove superò "brillantemente" la prova. Si lasciò giudicare proprio da quei docenti meridionali che oggi giudica "troppo permissivi e impreparati".

Lei stessa spiega alla giornalista Flavia Amabile le ragioni di quella scelta: «La mia famiglia non poteva permettersi di mantenermi troppo a lungo agli studi, mio padre era un agricoltore. Dovevo iniziare a lavorare e quindi dovevo superare l'esame per ottenere l'abilitazione alla professione». Come tanti, penso. Come me, che dopo la laurea ho lavorato un mese in un ristorante e un mese in una vigna nel Chianti. Ma se proprio vuole tirare in ballo la famiglia, perché non ci chiarisce una volta per tutte i legami con don Pierino Gelmini, amico di Berlusconi oltre che un illustre truffatore (di recente, per non farsi mancare niente, anche accusato anche di pedofilia)? Fonti wikipediane (sempre opinabili) lo citano come zio della ministra. Qui la sua storia.

portato in salvo da animasalva | alle 04/09/2008 10:15 | link diretto | commenti (16)